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recensioni
DOSSIER DIGITALE: INTERVISTA A CARLO PRESOTTO
PER IL NOSTRO DOSSIER INTERVIENE CARLO PRESOTTO DELLA PICCIONAIA DI VICENZA

Come vi siete avvicinati al mezzo digitale, a quale mezzo e con quali motivazioni ?
La prima sperimentazione con il video della Piccionaia è dell'autunno 1982, e si accompagna all'uscita della prima telecamera portatile, la Sony Trinitron. Si trattava del progetto di teatro interattivo per le scuole primarie di Bassano del Grappa "la zucca magica", realizzato da Alberto Pinato, Mara Gianello, Pierluigi Cecchin e Carlo Presotto, con collaborazioni a vario titolo del gruppo Olmi e del dipartimento scuola educazione della Rai.
Un'altra pietra miliare è l'incontro di Carlo Presotto e Paola Rossi con Giacomo Verde, che dal 1991 si sviluppa in una lunga collaborazione che porta alla realizzazione di numerosi spettacoli di narrazione e d'attore con la tecnica del teleracconto.
Le motivazioni sono sempre nate dalla frequentazione del pubblico dei ragazzi, dall'abitare il suo immaginario. Nei primi anni 1980 la diffusione della tv a colori e la nascita dei canali privati, ma soprattutto l'uso del telecomando, modifica la fruizione della tv da parte dei ragazzi. e questo si ripercuote subito in teatro. I tempi di attenzione, una nuova relazione tra visivo e uditivo, la capacità di leggere la complessità di azioni multiple sul palcoscenico.
La motivazione, allora come oggi, è quella di sporcarsi le mani, in una interpretazione della creazione artistica a teatro fortemente orientata ad un'arte relazionale, in uscita da sé.

In questo ambito quali difficoltà e quali opportunità avete riscontrato nel vostro lavoro e nella relazione con il vostro pubblico
Il principale problema non è quello del rapporto con i ragazzi, ma quello del rapporto con gli adulti. Prima la demonizzazione della televisione, poi il rifiuto di accettare che i due linguaggi del teatro d'attore e del video in diretta potessero abitare lo stesso spazio, hanno spesso collocato il nostro lavoro (come quello di Giacomo, da altri punti di vista) in un ambito separato. Questo ha generato la nascita prima di una rete del teatro della Multiscena (Giallomare, TPO, Lucio Diana e Adriana Zamboni, Elena Pasetti) che si è spostata in ambiti di ricerca imprevisti come Fabrica a Treviso, con GeodfreyReggio e Oliviero Toscani, oppure a Sestri Levante ed a Roma con la Rai.
Nel rapporto con il pubblico utilizzare gli strumenti digitali ci ha sempre spinto ad una ironia, ad una prese di distanza giocosa dal mezzo, ma soprattutto a non prenderci troppo sul serio. Questo non è sempre stato possibile, come quando ho realizzato il teleracconto sull'assedio di Sarajevo visto dai bambini. Ma come Giacomo ci ha insegnato nel suo ultimo divertentissimo e straziante diario dei malanni, è una grande strategia di sopravvivenza.

Avete scoperto cose nuove e utili per la vostra poetica, continuerete la vostra sperimentazione anche dopo ?
In questa ultima fase sono nate alcune nuove piste:
- Il lavoro sulla prossimità con i bambini piccoli di Aurora Candelli, insieme a Julio Escamilla e Valentina Dal Mas, con lo sguardo di Marta Dalla Via, sta generando nel cantiere "Spegni la Luce" un nuovo percorso creativo originale, che sta sbocciando in questa primavera, fatto di sguardi, interazioni, poche ma importanti parole, ma soprattutto della ricerca della relazione tra attore e bambino. Dallo stare in scena permettendo allo spettatore, entro i confini del gioco, di percepire la sua influenza su ciò che accade.
- la collaborazioneCarlo Presotto/Davide Venturini a partire dall'uso delle radioguide, della musica e della narrazione dal vivo e della danza nel lavoro Palladio Magico per il festival del Teatro Olimpico di Vicenza ha aperto un fertile terreno di lavoro, riavvicinando due artisti amici dopo vent'anni di percorsi paralleli, che ha già in cantiere una nuova coproduzione.
- La necessità di portare il teleracconto "a distanza" sulla LIM ha aperto all'uso dell'elaborazione digitale dell'immagine, in particolare l'uso del chromakey, riprendendo i divertenti esperimenti di Giorgio Barberio Corsetti nel teatro musicale ed ispirandosi alle prime sperimentazioni di Guglielminetti con Quartucci nel moby dick. Sarà interessante poi riportare un set di Chromakey sul palcoscenico, e non vediamo l'ora di farlo
- Il lavoro di Valentina Dal Mas, coreografa e danzatrice, si è spostato necessariamente su l'eterodirezione del movimento. Questo sta generando, a partire dai laboratori di danza su zoom, una nuova grammatica poetica dell'eterodirezione, che attraverso la sola voce induce un movimento creativo da parte dello spettatore. sarà interessante sviluppare anche questo percorso nella creazione di performance in cui il pubblico gioca la sua parte.
- La irruenza fisica dei fratelli Dalla Via, compressa nella connessione a distanza via zoom, sta aprendo a mio modo di vedere una nuova direzione del loro lavoro drammaturgico, il flusso di parole, qualcosa che potremmo paragonare alla stand up comedy, con una dimensione surreale e torrenziale di uso del linguaggio.
- Il lavoro con gli adolescenti di Lorenzo Maragoni, con il progetto di allenamento al poetry slam per studenti delle superiori, ha certamente ricevuto una accelerazione dalle limitazioni, e siamo molto curiosi di poterne gustare i risultati in presenza.
CARLO PRESOTTO

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