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Eolo
recensioni
BLACK AIDA E CENERENTOLA
DUE SPETTACOLI DI GRANDE RILEVANZA

È per noi assai raro, se non in occasione di un Festival, poter assistere nello stesso giorno a due notevoli spettacoli dedicati all’infanzia assai eterogenei tra loro e in contesti altrettanto diversi. La circostanza ci è fortunatamente capitata in una domenicale al Teatro Sociale di Como e subito dopo al Festival internazionale di Lugano. 

A Como abbiamo visto " Black Aida" una coproduzione TGTP con Associazione Arena Sfenisterio su Drammaturgia di Simone Guerro che ha curato la regia con Filippo Ughi di Piccoli Idilli . La creazione ha la grandissima capacità di mettere in relazione e sullo stesso piano due culture diverse e reputate diametralmente opposte, quella europea dell’Opera lirica con quella, altrettanto ricca di profondità, della musica tradizionale africana, proposte, insieme, nel mettere in scena in modo inusitato e fecondo uno dei capolavori di Giuseppe Verdi," Aida ". L’infelice storia dell’amore tra la principessa etiope Aida e il capitano dell’esercito egizio Radames è narrata da Bintu Ouattara con l’aiuto da una parte del soprano Fiammetta Tofoni e dall’altra dall’attore musicista Souleymane  Diabate che con i suoi particolarissimi strumenti Balafon, Ngoni e Tama, rispettivamente uno xilofono, un'arpa e un tamburo ascellare, accompagna musicalmente e non solo i vari momenti dell'opera. E' infatti con il Tama con i suoi ritmi particolari che il piccolo pubblico viene piano piano immerso nel mondo ancestrale di Aida. La vicenda è espressa anche sottolineando la difficoltà della condizione femminile, sia di Aida, sia della rivale Ammeris, sempre condizionate, seppure di alto lignaggio, dal potere maschile, imbevendola anche dall’atmosfera magico rituale africana, dove gli elementi naturali come l’acqua e la terra diventano poeticamente protagonisti. È così che il pubblico dei bambini, a partire dai 6 anni, viene nello stesso tempo avvicinato all’opera di cui vengono cantate o alluse le arie più famose, persino la celebre marcia trionfale, e a una cultura, nello medesimo modo ricca, di cui aveva solo una vaga idea, confinata spesso in un folklore dai contorni indistinti . 


A Lugano invece siamo stati partecipi del debutto di "Cenerentola" di Zaches una nuova immersione della compagnia fiorentina, dopo Pinocchio e Cappuccetto Rosso, nei meandri della fiaba .Qui il teatro di figura di innesta in una bellissima creazione dove tutti i linguaggi della scena concorrono a creare un universo buio governato da tre umanissime figure stregonesche potentemente illuminato dalla presenza di Cenerentola, un pupazzo mosso su Nero, che, spinta dall’amore e dalla propria consapevolezza di vivere liberamente la propria vita, diventa alla fine una donna in carne e ossa che esce vittoriosa dal castello del Principe che appare solo come ombra furtiva. La Cenerentola di Zaches infatti ha la grande capacità di alludere ad ogni emozione attraverso artifici mai didascalici ma risolti sempre in chiave poetica. Con un occhio al Macbeth e alla Bella e la Bestia questo nuovo lavoro della compagnia si imbeve soprattutto dell'atmosfera della Gatta Cenerentola, la cui musica accompagna anche come dolce ninna nanna il sonno della protagonista. Luana Gramegna e Francesco Givone, accompagnati da un proficuo tappeto sonoro realizzato dal fido Stefano Ciardi, costruiscono così  un teatro totale dove il teatro di figura primeggia in tutta la sua forza, espresso in ogni suo mutevole aspetto, reinventando un mondo immaginifico dove un grande camino ha la capacità di trasformarsi d'incanto in un magnifico palazzo attraverso la presenza umana di Gianluca Gabriele, Amalia Ruocco e Enrica Zampetti, perfetti animatori di Cenerentola e di tutto ciò che le muove intorno.

MARIO BIANCHI



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