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Eolo
recensioni
A BOLOGNA UNA EDIZIONE SPECIALE DI "VISIONI"
SI E' TENUTO DAL 23 AL 28 OTTOBRE

Prima del consueto finale tra capo d'anno e l'Epifania con il Festival leccese Kids, ben due manifestazioni hanno riempito in Ottobre, l'universo del Teatro ragazzi italiano. Infatti oltre il consueto appuntamento per “ Segni d'Infanzia “ che si è tenuto dal 23 ottobre al 1° novembre nella abituale sede di Mantova, a Bologna si è svolta dal 23 al 28 ottobre al Teatro Testoni Ragazzi una edizione speciale del festival internazionale di teatro e cultura per la prima infanzia “Visioni di futuro, visioni di teatro…” che di solito si posiziona tra fine Febbraio e inizio Marzo. Tra i due festival sono stati operati anche dei veri e propri “vasi comunicanti “.
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Ora ci occuperemo di Visioni di futuro, visioni di teatro…”
Il Festival bolognese è stata l'occasione per continuare a riflettere sul rapporto fra arte ed educazione, per guardare spettacoli pensati le bambine e i bambini da zero a sei anni, con produzioni italiane in debutto e spettacoli internazionali proposti per la prima volta in Italia.
All’interno del festival “Visioni di futuro, visioni di teatro…” si è tenuta anche la prima edizione del “Premio Valeria Frabetti”, dedicato alla fondatrice e direttrice artistica de La Baracca, scomparsa nell’agosto scorso, pensato per premiare le persone o le istituzioni che abbiano promosso lo sviluppo e la diffusione delle arti performative per la primissima infanzia.
Il premio è stato assegnato quest'anno a Zbigniew Rudziński, il più importante iniziatore e principale promotore del teatro per la prima infanzia in Polonia, a Wolfgang Schneider studioso e ricercatore tedesco che ha sviluppato le basi teoriche del teatro per i più piccoli e a Marina Manferrari che con il suo contributo visionario ha promosso l’incontro tra i bambini piccolissimi e le arti performative.
A ciascun assegnatario è stato omaggiato con una miniatura di un’opera d’arte di Vanni Braga, scenografo e amico di Valeria.
Durante il Festival si è tenuto anche “Il Club” la seconda tappa del seminario riservato agli operatori sul teatro e i piccolissimi, le bambine e i bambini da 0 a 4 anni.
Al seminario  hanno partecipato 15 operatori del teatro ragazzi italiano con incontri online in collegamento  anche con il Festival di Mantova. Vi sono stati a Bologna anche una serie di incontri, denominati L'Edicola dove sono stati presentati libri e pubblicazioni che raccolgono esperienze del Teatro Ragazzi Italiano e dove è stato possibile confrontarsi su possibili nuove progettualità.
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Tra gli spettacoli internazionali visti a Bologna abbiamo gradito in modo speciale “Willkommen, Bienvenue, Wellkomm, Benvenuti” della compagnia lussemburghese Rotondes di Ania Michaelis che ne cura anche la regia con Jean Bermes, Elsa Rauchs e Milla Trausch.
Il tema trattato è uno dei più amati dal teatro per gli spettatori più piccoli, quello dell'amicizia della convivenza nella differenza.
Protagonista sono tre personaggi Citronella, Lemonova e Monsieur Citron che non vivono molto distanti tra loro, ma che si conoscono molto poco. Le loro case differenti sono caratterizzate da un quadrato, da un rettangolo e da un cerchio. Vivono la loro esistenza in solitaria, ognuno nel suo mondo, Ad un certo punto però scatta qualcosa, un avvicinamento reciproco anche con qualche incomprensione che li farà decidere perfino a decidere di andare in vacanza insieme.
Il loro viaggio li porterà via dalle loro case contigue ma certamente più vicini attraverso una condivisione di esperienze e di amicizie.
Per mezzo di segni semplicissimi ma poeticamente precisi che si nutrono di canzoni, suoni, gesti , luci utilizzate in modo creativo lo spettacolo esplora i temi dell’ospitalità e dell’inclusione, e trasmette veramente ai più piccoli la gioia che proviamo quando osiamo essere curiosi e incontrare nuove persone.

Ecco poi i Rumeni di CUTInE di Teatrul Ion Creangă, un vero e proprio gioco teatrale che permette a grandi e piccini di trasformare lo spazio e gli oggetti seguendo la creatività. Scatola su scatola, gli attori, formano nuove costruzioni con l'aiuto della danza, del movimento e dell'emozione.
Un muro, un tunnel, un ponte, un labirinto, una casa, dei muri, tutti questi spazi metaforici e fisici sono esplorati in questa avventura che avvicinano i bambini nel contempo al gioco dei sentimenti che attraversa gli esseri umani.
Di minore intensità ci è parso Dromsk /Da sogno degli svedesi della compagnia: Teater Tre di Sara Myrberg con Anna Svensson Kundromichalis e Nelly Zagora. In scena due attrici di diversa corporeità che dalla scheda apprendiamo essere un adulto e un bambino. Ci sfugge però durante l'evolversi dei diversi avvenimenti che vediamo il concetto di sogno. Comunque il rapporto tra le due performer è condotto con garbo e ironia anche per mezzo di oggetti tra cui una simpaticissima nuvola

In alto /La-Haut “ è di un artista che conosciamo e amiamo da tanto tempo Dario Moretti di Teatro all’improvviso che con la musicista giapponese Saya Namikawa crea dipingendolo dal vivo un bellissimo cielo popolato dal sole, dalla luna, da uccelli, aerei, insomma da tutto quello che un bambino può osservare stupito, guardando in alto. A far da contrappunto a lui in modo simpatico e coinvolgente due personaggi solo immaginati, uno francese con la voce di Frank Semelet e uno italiano con quella Giuseppe Semeraro che intervengono dicendo la loro su quello che accade in scena, il tutto accompagnato da Saya Namikawa che gioca con gesti e suoni su oggetti fabbricati o portati da paesi lontani.

Molto interessante è anche l'altro spettacolo italiano visto a Bologna de La Baracca, diviso in tre atti come i grandi drammi del passato, “Cornici, ricordi in tre atti” di Andrea Buzzetti, Giada Ciccolini, Bruno Frabetti, Sara Lanzi con in scena Giada Ciccolini e Sara Lanzi che avevamo già apprezzato precedentemente in streaming e che dal vivo ci proietta verso significati più precisi e di intensa commozione attraverso un tema spesso considerato tabù nel teatro ragazzi quello della morte. Anzi più precisamente sul tema dell'assenza della persona amata che ci può portare ad essere più vicini a chi ci sta accanto. Perché quello che non esiste più continua a vivere dentro di me, nei miei sogni, nei miei ricordi, e sembra così vivo' ci suggerisce lo spettacolo . E' quello che succede a Giada Ciccolini e Sara Lanzi, una figlia e una madre(una nonna e una nipote), poco importa, da tempo lontane che alla fine dello spettacolo si trovano, quasi per caso sulla tomba del rispettivo marito e del rispettivo padre.
Prima le due performer fanno diventare la loro vita, i loro sogni rispetto anche ai ricordi che hanno della persona solo disegnandoli su semplici rettangoli di ardesia. Alla fine tutto quel mondo di ardesia nera si trasforma in un piccolo cimitero dove le due donne ritornano a parlarsi, presumibilmente dopo anni di incomprensioni reciproche, ciò che avviene spesso nella vita reale. Il tutto accompagnato da " il Cielo in una stanza" di Gino Paoli che come si sa rompe le pareti, come il ricordo, l'amore e la fantasia .Un nuovo meritevole tassello della nuova generazione di artisti dell Teatro bolognese.


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